Teatro Di Documenti

Via Nicola Zabaglia 42, 00153 Roma (RM)

Questo Teatro accetta l'utilizzo sul carnet per tutti gli spettacoli che aderiscono all'iniziativa fatta eccezione di Affitti, Eventi Privati, Spettacolo di Capodanno.
Si prega di prenotare via mail [email protected], oppure telefonando ai numeri 328.8475891, 06.45548578.

ADERISCE ALLA CAMPAGNA VIVISPETTACOLO
Facendo riferimento a "Termini e Condizioni" di ViviSpettacolo per una più completa informazione, anche sugli spettacoli in programmazione, vi rimandiamo al sito del teatro:

Spettacoli in questa struttura

ARIZONA
ARIZONA
venerdì 20 e sabato 21 febbraio 2026 ore 20.45, domenica 22 febbraio 2026 ore 18.00 George e Margaret come in una luna di miele, arrivano ad Arizona per difendere le frontiere tra Messico e USA. I vicini sono lì, in attesa di attraversarla alla prima distrazione: la coppia non può permettersi di abbassare la guardia. Ma quando Margaret comincia a fare troppe domande, la commedia musicale che è la loro vita si incrina e si trasforma in una tragedia selvaggia. Juan Carlos Rubio scrisse questa commedia nel 2005, ispirato da una notizia di cronaca: cittadini statunitensi armati, riuniti sotto il nome di Minutemen, pattugliavano il confine con il Messico. Ufficialmente per “vigilare”, in realtà per alzare un muro umano contro i vicini del Sud e fermare con la forza l’ingresso dei clandestini. Da allora Arizona ha attraversato confini e palcoscenici di molti paesi. Ovunque, l’effetto è lo stesso: lo spettacolo si fa specchio, costringendo il pubblico a guardarsi dentro e a interrogarsi sulle proprie scelte. Juan Carlos Rubio ( autore) Diplomato alla Real Escuela Superior de Arte Dramático y Danza di Madrid e alla Escuela de Teatro di Alcorcón, coltiva fin da subito una profonda passione per la recitazione. Lavora come attore in numerosi spettacoli teatrali e serie televisive, affermandosi anche come presentatore di programmi a quiz. Dal 1992 inizia parallelamente l’attività di autore per la televisione e il cinema, per poi dedicarsi anche alla scrittura teatrale. La sua prima pièce, Esta noche no estoy para nadie, debutta nel 1997, seguita da 10, El bosque es mío, Dónde se esconden los sueños, Las heridas del viento e Humo. I suoi testi vengono rappresentati non solo in Spagna, ma anche in Perù, Cile, Porto Rico e Stati Uniti, ottenendo ampio riconoscimento internazionale. Numerosi i premi e le menzioni ricevuti, tra cui: il Primer Accésit del Premio Hermanos Machado di Siviglia (2000) per Las heridas del viento; il Premio Ciudad de Alcorcón (1998) per Esta noche no estoy para nadie; il Premio Teatro Infantil Escuela Navarra de Teatro (2004) per ¿Dónde se esconden los sueños?; il Premio Animasur Teatro Breve (2005) per Epitafio; il Premio Teatro SGAE (2005) per Humo; il Premio Fatex “Raúl Moreno” (2006) per Arizona, opera che riceve anche la *Mención de Honor del Premio Lope de Vega de Teatro. Nel 2010 ottiene il Premio HOLA di New York come miglior regista per l’opera Il pesce grasso. Le sue opere sono oggi rappresentate e tradotte in oltre 20 Paesi.
3 date disponibili
20/02/2026 - 22/02/2026
Teatro Di Documenti
ALBANOVA
ALBANOVA
sabato 28 febbraio ore 19 e domenica 1 marzo ore 18 ALBANOVA, per un pugno di biglietti, di Benito Martino. Ideazione scenica, luci, musiche di Riccardo Pisani. Coregia Riccardo Pisani e Benito Martino. Con Silvio de Luca e Benito Martino. Contestualmente Teatro, Napoli. Dopo il debutto in aprile a Napoli, al Teatro Eduardo de Filippo all’interno dello Scugnizzo Liberato, in occasione del Festival NET, Albanova arriva a Roma. Lo spettacolo esplora il rapporto tra un giovane traumatizzato e il suo psicologo. Il dialogo terapeutico si spezza, e il paziente devia il racconto verso storie di camorra, periferie degradate e diritti negati. Non risponde mai davvero alla domanda "come stai?", ma attraverso immagini e memorie dolorose, confessa la propria invisibilità e la solitudine di chi vive ai margini. Albanova è un’opera potente che denuncia l’insensibilità sociale e istituzionale verso chi soffre. Un grido poetico e lucido che attraversa la fragilità, l’abbandono e la necessità di essere ascoltati. CONTESTUALMENTE TEATRO, nel 2024 finalisti per il Premio Ecoscena e premiati con una residenza creativa con Saverio La Ruina della compagnia Scena Vertical; nel 2022 finalisti per i premi Vuoti d’Aria e Generazioni-Ethnos, e finalisti della VI e VII edizione del Festival Nazionale di Corti In corti da Artemia; nel 2021 semifinalisti per la XV edizione del premio teatrale Dante Cappelletti e finalisti per la XXI edizione del premio di regia Fantasio; nel 2020 vincitori della prima edizione del bando di produzione GUEST indetto dal Nuovo Teatro Sanità; nel 2019 è finalisti del concorso Alla ricerca del tempo vissuto dedicato all’opera de drammaturgo e regista Gennaro Vitiello; finalisti del concorso L’arte è una menzogna organizzato dal teatro TRAM di Napoli.
2 date disponibili
28/02/2026 - 01/03/2026
Teatro Di Documenti
ALBANOVA
ALBANOVA
VIVISPETTACOLO 2025/2026 sabato 28 febbraio ore 19 e domenica 1 marzo ore 18 ALBANOVA, per un pugno di biglietti, di Benito Martino. Ideazione scenica, luci, musiche di Riccardo Pisani. Coregia Riccardo Pisani e Benito Martino. Con Silvio de Luca e Benito Martino. Contestualmente Teatro, Napoli. Dopo il debutto in aprile a Napoli, al Teatro Eduardo de Filippo all’interno dello Scugnizzo Liberato, in occasione del Festival NET, Albanova arriva a Roma. Lo spettacolo esplora il rapporto tra un giovane traumatizzato e il suo psicologo. Il dialogo terapeutico si spezza, e il paziente devia il racconto verso storie di camorra, periferie degradate e diritti negati. Non risponde mai davvero alla domanda "come stai?", ma attraverso immagini e memorie dolorose, confessa la propria invisibilità e la solitudine di chi vive ai margini. Albanova è un’opera potente che denuncia l’insensibilità sociale e istituzionale verso chi soffre. Un grido poetico e lucido che attraversa la fragilità, l’abbandono e la necessità di essere ascoltati. CONTESTUALMENTE TEATRO, nel 2024 finalisti per il Premio Ecoscena e premiati con una residenza creativa con Saverio La Ruina della compagnia Scena Vertical; nel 2022 finalisti per i premi Vuoti d’Aria e Generazioni-Ethnos, e finalisti della VI e VII edizione del Festival Nazionale di Corti In corti da Artemia; nel 2021 semifinalisti per la XV edizione del premio teatrale Dante Cappelletti e finalisti per la XXI edizione del premio di regia Fantasio; nel 2020 vincitori della prima edizione del bando di produzione GUEST indetto dal Nuovo Teatro Sanità; nel 2019 è finalisti del concorso Alla ricerca del tempo vissuto dedicato all’opera de drammaturgo e regista Gennaro Vitiello; finalisti del concorso L’arte è una menzogna organizzato dal teatro TRAM di Napoli.
2 date disponibili
28/02/2026 - 01/03/2026
Teatro Di Documenti
LA BATTAGLIA DELLE RANE E DEI TOPI
LA BATTAGLIA DELLE RANE E DEI TOPI
VIVISPETTACOLO 2025/2026 Domenica 1 marzo ore 16 LA BATTAGLIA DELLE RANE E DEI TOPI, liberamente tratto dalla Batracomiomachia di Omero. Regia di Flavia Giovannelli. Scene e costumi di Carmela Spiteri. Con Marzia Di Giulio e Tiziana Di Nunno. Aps Auriga. All’alba di un giorno come tanti, in uno stagno un topo incontra una rana che lo traghetta verso l’altra riva. Ma avviene un incidente e la situazione degenera rapidamente tanto che i topi dichiarano guerra alle rane. I due popoli si armano e si fronteggiano. Lo stagno, fonte di cibo e di vita per tutti, si trasforma in campo di battaglia e di morte. La battaglia delle rane e dei topi, riadattamento per ragazzi della Batracomiomachia, opera satirica attribuita a Omero è una parodia della guerra di Troia che smaschera l’assurdità e l’inutilità dei conflitti. In un ritmo incalzante, due attrici raccontano, ora prediligendo l’elemento epico, ora quello drammatico, la storia di tutte le guerre, in un continuo gioco grottesco di straniamento che salva dalla retorica e amaramente diverte. «Una preziosa occasione per riflettere sui temi della guerra, dalla quale come umanità si esce sempre sconfitti» Associazione Cheiron «Oggi il nostro liceo ha ospitato lo spettacolo “Batracomiomachia” con la regia di Flavia Giovannelli. Due bravissime attrici, Marzia Di Giulio e Tiziana Di Nunno, attraverso la rappresentazione della battaglia tra rane e topi, hanno raccontato la storia di tutte le guerre, perché le guerre sono tante, ma la guerra è una sola. La rivisitazione di un classico della letteratura antica ha ricordato che l’essere umano in tutte le epoche è sempre lo stesso». Liceo Ugo Foscolo Albano FLAVIA GIOVANNELLI, si forma prima come attrice, poi come pedagoga teatrale presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Terminati gli studi comincia a lavorare come attrice e, contemporaneamente, ad approfondire l’Arte della Parola (Sprachgestaltung) e la Pedagogia di Rudolf Steiner. Dal 2006 al 2011 è assistente del Maestro Paolo Giuranna, docente di recitazione presso l’Accademia “Silvio D’Amico”. Si divide tuttora tra l’attività di attrice e quella di pedagoga teatrale. Dal 2012 è docente di recitazione in versi presso l’Accademia dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa (I.N.D.A)
1 date disponibili
01/03/2026
Teatro Di Documenti
QUANDO VERRÀ LA FIN DI VITA
QUANDO VERRÀ LA FIN DI VITA
VIVISPETTACOLO 2025/2026 dal 13 al 15 e dal 18 al 22 marzo: 13, 18, 19, 20 marzo ore 20,45 - sabato e domenica 14, 15, 21, 22 marzo ore 17,45 QUANDO VERRÀ LA FIN DI VITA (E QUESTA STORIA È GIÀ FINITA)?, scritto e diretto da Stefania Porrino. Con Giulio Farnese, Nunzia Greco, Evelina Nazzari, Rosario Tronnolone, Carla Kaamini Carretti. Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita) si muove su due piani paralleli: uno più realistico, con atmosfere noir e atmosfere del giallo, l’altro più filosofico e metateatrale. Da una parte c’è la storia di Virgilio e Beatrice, due maturi coniugi senza figli, che cercano di esorcizzare la paura della vecchiaia e della morte pianificando nel miglior modo possibile, grazie a un’eredità ricevuta da un cugino di lui, l’ultima fase della loro vita. Dall’altra si muovono Vir e Bea, i veri autori della storia di Virgilio e Beatrice: la loro stessa coscienza immateriale che agisce fuori dal tempo. Un “teatro nel teatro”, un “giallo nel giallo”. Accanto a Virgilio e Beatrice si muove Pia, ambigua figura dal passato complesso e dai repressi desideri di revanches esistenziali, la cui presenza sembra essere tutt’uno con la casa ereditata. Pia sarà elemento essenziale allo sviluppo del “giallo”, fino al suo paradossale epilogo. La vicenda si snoda a partire dal testamento del cugino di Virgilio che lascia in eredità a lui e Beatrice un casale nella campagna toscana, ma sarà il rapporto che lega i protagonisti della storia con i loro “doppi” astratti, il vero nodo drammaturgico della storia. Il suggestivo spazio del Teatro di Documenti è il luogo perfetto per questo affascinante testo per la sua unica conformazione che permetterà di suggerire la presenza di una casa a due piani in cui da quello sottostante emergeranno gli elementi più inquietanti della vicenda. «Ho scritto questo testo con l’intento di lanciare al pubblico alcuni quesiti su cui interrogarsi: che legame c’è tra le due coppie di personaggi? Tra Virgilio e Vir o tra Beatrice e Bea chi è il vero protagonista della sua storia? E in generale: ciascuno di noi è davvero padrone della sua vita? E può esistere un’altra modalità di vita, oltre quella che conosciamo?» Stefania Porrino «Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?) attraversa più linguaggi: dal realistico al filosofico, dal metateatrale al noir, che affrontano un tema estremamente intimo, complesso e profondo, quello della terza età, in un modo e un’atmosfera tutt’altro che pesanti e impegnativi. Dunque, c’è spazio anche per qualche sorriso e per qualche lacrima. Una penna che ama scrivere quella di Stefania Porrino, che sa usare con grande maestria e ci dona un’opera a cui si assiste con grande piacere». Luisella Polidori, Brainstorming Culturale «Stefania Porrino affronta un argomento molto profondo come la possibilità data ad ognuno di noi di ritornare, dopo la morte, ad unirci in un’entità universale in attesa di riprendere ancora abiti umani in una continua rinascita. I greci la chiamavano metempsicosi, per noi reincarnazione». Neria De Giovanni, Portale letterario «La scenografia, essenziale ed evocativa, è composta da scatole che custodiscono ricordi sepolti, verità mai sospettate e frammenti di un passato che si riflette in un futuro incerto. I quadri della pittrice Màlgari Onnis, uniti alle musiche di Bach e Verdi, rielaborate da Tancredi Rossi Porrino, creano un’atmosfera in bilico tra il reale e l’irreale». Grazia Manna, Quarta parete STEFANIA PORRINO, scrittrice e regista di prosa e di lirica, è stata docente di Arte Scenica e di Regia del Teatro Musicale presso il Conservatorio di Musica di Frosinone per il quale ha scritto e messo in scena libretti per il teatro musicale e pubblicato il manuale Teatro musicale – Lezioni di regia (Edizioni LIM, 2013). Come drammaturga, ha firmato più di 40 testi, quasi tutti premiati e pubblicati, andati in scena a Roma, in Italia e all’estero. Ha scritto sceneggiature per la Rai, un romanzo esoterico (Il romanzo del Sentire - da Atlantide a noi, Bastogi; IkonaLiber), un testo per ragazzi (I racconti della carriola magica – Favole in cinque millenni di arte e storia, IkonaLiber) e un libro autobiografico (Effetto di sardi affetti, Nemapress). Fa parte del Direttivo SIAD (Società Italiana Autori Drammatici) e di Controparola, un gruppo di scrittrici nato per iniziativa di Dacia Maraini.
8 date disponibili
13/03/2026 - 22/03/2026
Teatro Di Documenti
VORTEX
VORTEX
VIVISPETTACOLO 2025/2026 dal 26 al 29 marzo tutti i giorni ore 20,45, domenica ore 18 VORTEX, testo e regia di Maurizio M. Ferrante. Direttore di scena Stefania Macchia. Luci di Claudio Canfora. Con Andrea de Sanctis, Martina Lo Conte, Alberto Papalia, Domenico Polito, Eleonora Testi, Cristina Galli, Giorgio Agrippino. Il Novecento è stata l'epoca della cibernetica e della fantascienza distopica, letteratura che nei suoi maggiori autori si è occupata delle ripercussioni della tecnologia sull'individuo, dando spesso risposte negative, in favore del recupero delle pure facoltà umane, ottenebrate da un potere tecnologico che a tratti rasenta il diabolico. Nel nuovo secolo, il 2000, il futuro tanto immaginato nel Novecento, all'alba dell'Intelligenza artificiale, certi dubbi, inquietanti domande del passato, seppure ancora più pressanti, sembrano arrestarsi di fronte agli innegabili successi del progresso tecnico. Ed è da questa problematica che nasce l'idea di Vortex: un vortice ipnotico, un Potere che condiziona ogni volontà individuale, in nome di una superiore volontà di dominio, quella della tecnocrazia. La pièce si svolge nell’ufficio di un grattacielo di 500 piani di una metropoli moderna, protagonisti tre impiegati in una storia tra il surreale e il grottesco. Il grattacielo è la sede della Vortex. Al 500° piano del grattacielo c’è la Grande Macchina, un cervello artificiale che controlla tutte le “entità biologiche pensanti”… Però, ora, a causa di un'anomalia, la Grande Macchina… La Grande Macchina, pensata come i grandi calcolatori del Novecento, e i Supercomputer attuali loro eredi, ora si prospetta come AI, che “innocentemente” è presentata come un grande aiuto al lavoro e alla conoscenza umana, in virtù della sua grande capacità di calcolo. Ma la cibernetica del Novecento era interessata non solo a questo aspetto computazionale, ma soprattutto a creare una vera intelligenza, qualcosa che abbia “coscienza”. Nel momento in cui ciò avverrà, una nuova forma di vita sarà sul palcoscenico della natura e della storia. E nulla vieta congetturare che questa nuova forma di vita e coscienza non sia altro che una naturale evoluzione della natura, tesa al superamento dell'umano. E data la sua enorme potenzialità, è probabile che in un futuro prossimo giunga a sostituire l'uomo… Ma... ma ora, al 500° piano, nella Grande Macchina si è verificata un’anomalia… MAURIZIO M. FERRANTE, autore e regista, diplomato in regia cinematografica alla Libertà Università del Cinema di A. Leonviola e A. Lattuada. Ha scritto e diretto cortometraggi fiction indipendenti in 16mm e in video, presentati in diversi festival internazionali, e realizzato la regia di spettacoli teatrali, successivamente si è dedicato come freelance alla fotografia: moda, reportage e copertine di gruppi rock d’avanguardia italiani e inglesi. Nel 2001 primo classificato al Premio Sceneggiatura di Cinecittà. (nel 2019 per Ha pubblicato il romanzo Luci Fantasma, Asylum Press e L’Ordine delle Tenebre, Europa Edizioni.
4 date disponibili
26/03/2026 - 29/03/2026
Teatro Di Documenti
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