Spettacoli

Aggiungiamo costantemente gli spettacoli più popolari e le novità più elettrizzanti con il carnet VIVISpettacolo. Al cinema e a teatro, c'è sempre una nuova emozione da vivere.

CALIGOLA
CALIGOLA
VIVISPETTACOLO 2025/2026 Caligola – Damnatio Visionis nasce dal testo di Albert Camus, nella sua stesura più poetica, più rarefatta, più visionaria. Un testo che non racconta la cronaca di un imperatore, ma esplora il vuoto, l’assoluto, l’abisso di senso e di potere. L’allestimento prende vita sulla riva settentrionale del lago di Nemi, presso Roma, luogo carico di memoria e mistero. Proprio qui Caligola fece costruire due navi cerimoniali in onore della dea Diana — navi gigantesche, portatrici di templi galleggianti. Affondate per secoli, rimosse dalla storia, non citate da alcun autore romano, eppure esistite, recuperate e poi nuovamente perdute nel fuoco. Un destino che parla già di cancellazione, rimozione, damnatio memoriae. Accanto a questo materiale drammaturgico e simbolico, si innesta una scelta scenica radicale: un ledwall di cinque metri per otto domina la scena. Non è sfondo. È materia viva, cuore pulsante. Costruisce un percorso visivo immersivo, fatto di immagini, riprese, apparizioni, archivi, strappi. Una visione che assedia, che resiste alla cancellazione. Il titolo — Caligola – Damnatio Visionis — fonde due idee: il Caligola di Camus, e una condanna non al nome, ma all’immagine. Nell’antica Roma, la damnatio memoriae era la condanna al vuoto: il nome scalpellato, il volto distrutto, il ricordo bandito. Ma questa condanna fallisce. Fallisce sempre. Perché la memoria è instabile, e la visione non obbedisce. Il nostro Caligola non è un corpo. È una presenza visiva. È ciò che torna anche quando lo si vuole dimenticare. È ciò che riappare quando credevamo di averlo eliminato. Le proiezioni non illustrano. Feriscono. Le immagini non spiegano. Riaprono. Caligola – Damnatio Visionis è anche uno spettacolo nello spettacolo, una installazione teatrale, una drammaturgia visiva parallela, dove i materiali video diventano carne, tempo, rovina. Questa è la storia di ciò che non si può uccidere: dell’immagine che sopravvive alla censura, della visione che rifiuta l’oblio, del potere che, nel tentativo di distruggere se stesso, si eternizza come icona. Come scriveva il filosofo inglese George Berkeley: Esse est percipi — essere è essere percepito. E allora, se essere significa essere visti, Caligola – Damnatio Visionis è il fallimento dell’oblio. Perché ciò che è stato visto non può più essere non visto. La memoria è fragile. Ma la visione è ostinata. E Caligola, forse, è ancora lì. Dietro lo schermo. Dentro di noi.
3 date disponibili
23/04/2026 - 25/04/2026
Teatro Ghione
DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE
DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE
VIVISPETTACOLO 2025/2026 Scritto nel 1936 da Aldo De Benedetti per Vittorio De Sica e Giuditta Rissone, "Due dozzine di rose scarlatte" è una di quelle pièce argute ed eleganti in cui il gioco delle coppie si mostra come un imprescindibile motore narrativo, un testo umoristico e brillante che funziona da più di settant'anni e che è uno dei più rappresentati in Italia. In un matrimonio fin troppo fedele, la moglie - forse trascurata - comincia a sentire voglia di evasione e organizza un viaggio da sola, il marito - complice l'amico avvocato - ne approfitta per tentare di avvicinare una bella contessa inviando due dozzine di rose scarlatte con lo pseudonimo mistero. Ma il mazzo per errore arriverà alla moglie. Da questo equivoco si sviluppa una storia parallela sul desiderio e la necessità di sognare, un percorso iniziatico che ci fa riflettere sorridendo sulle nostre debolezze. Una storia che parla di uomini e donne con le loro debolezze, i loro vezzi, le loro idiosincrasie. Il fascino di questa commedia, giocata da tre (più uno) personaggi straordinariamente disegnati, risiede nella sua leggerezza, nel linguaggio dinamico ed effervescente, nella trama mai superficiale, nel gioco degli equivoci, condotto con raffinata abilità. Un testo brillante e divertente, ma che nasconde quell'infelicità e quell'insoddisfazione che spesso accompagnano l'essere umano costringendolo ad una vita claustrofobica e stagnante, in attesa che, prima o poi, arrivi qualcosa di nuovo a riaccendere una scintilla di vita, magari... due dozzine di rose scarlatte.
15 date disponibili
28/04/2026 - 28/05/2026
Teatro Prati
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