Lo spettacolo esplora il desiderio proibito come forza inconscia capace di travolgere ogni equilibrio, trasformando l’amore in autodistruzione.
John Ford smaschera l'ipocrisia delle norme pubbliche e private, interrogando il valore della legge divina o razionale, quando la passione annulla il libero arbitrio. Svela la fragilità e l’ipocrisia delle leggi morali e religiose, incapaci di contenere la potenza della passione.
Attraverso corpo, colpa e violenza, il teatro diventa specchio dell’ambiguità umana, costringendo lo spettatore a un confronto scomodo e senza risposte definitive.