TEATRO VITTORIA

Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (RM)

ADERISCE ALLA CAMPAGNA VIVISPETTACOLO
Facendo riferimento a "Termini e Condizioni" di ViviSpettacolo per una più completa informazione, anche sugli spettacoli in programmazione, vi rimandiamo al sito del teatro:www.teatrovittoria.it

MODALITA’ OPERATIVE DEL CARNET PRESSO IL TEATRO VITTORIA:
IL TEATRO RISERVA UN ALLOTMENT DI BIGLIETTI DISPONIBILI FINO AD ESAURIMENTO POSTI RISERVATI PER IL CARNET.
L'ELENCO DELLE REPLICHE VIENE AGGIORNATO COSTANTEMENTE IN BASE ALLA DISPONIBILITA' RESIDUA - SI PREGA DI VERIFICARE DETTA DISPONIBILITA'  PRIMA DI RECARSI AL BOTTEGHINO.

IL CARNET È VALIDO SIA NEL SETTORE PLATEA CHE GALLERIA SECONDO LA DISPONIBILITA’ RIMASTA.

NON È POSSIBILE PRENOTARE TELEFONICAMENTE E NE VIA EMAIL I BIGLIETTI CON IL CARNET VIVICINEMAETEATRO. PER UTILIZZARE GLI INGRESSI, PRESENTARSI DIRETTAMENTE MUNITI DEL CARNET CARTACEO PRESSO IL BOTTEGHINO DEL TEATRO NEI SEGUETI ORARI:

LUNEDI
DALLE ORE 11.00 ALLE 13.00 E DALLE 16.00 ALLE 18.00
DAL MARTEDI AL SABATO: DALLE 11.00 ALLE 19.00
DOMENICA
E FESTIVI:  DALLE 11.00 ALLE 12.30

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DOVE SIAMO
Piazza S. Maria Liberatrice, 10 - 00153 Roma

Teatro Vittoria - Attori & Tecnici
- Teatro di prosa aperto da dicembre del 1986
- Capienza del teatro: n. 518 poltrone tra platea e galleria. E’ dotato di n. 1 montascale che accede in galleria dove sono posizionati n. 2 posti per disabili con carrozzina. 

Spettacoli in questa struttura

Stremate sotto la pioggia
Stremate sotto la pioggia
VIVISPETTACOLO 2025/2026 “Stremate sotto la pioggia” è il secondo episodio della fortunatissima Saga Teatrale delle “Stremate” (Parzialmente Stremate, Stremate dalla Luna, Le Bisbetiche Stremate, Tre Stremate e un maggiordomo, Stremate: Ultimo Atto, Stremate e Beate, + 2 nuovi episodi in fase di scrittura). 8 spettacoli campioni di incasso nelle stagioni romane dal 2015 al 2024, replicati anche in un inedito “tour romano” che ne ha confermato il successo - a suon di doppie, triple e sold-out - nei teatri: Golden, Teatro 7 e Teatro della Cometa. È la 1^ Serie Teatrale al Mondo. Un riuscito format di teatro brillante al femminile e un acclamato esempio di “teatro seriale”: pur non essendo necessariamente da seguire in ordine cronologico, i 7 spettacoli raccontano le vite paradossali ed esilaranti delle stesse tre protagoniste (con guest occasionali). Tutta la serie indaga con grande onestà e una giusta dose di cattiveria nel complicato mondo della donna di oggi. Ne mette in mostra gli aspetti più intimi ma nel contempo più quotidiani. È uno spaccato di verità spietate, grottesche, esilaranti, che nascondono tutta la fragilità, la forza, il divertimento e la profondità delle donne. Si affrontano le caratteristiche delle donne adulte “sull’orlo di una crisi di nervi”, soprattutto per colpa degli uomini; ma anche della vita, che in qualche maniera, non le ha soddisfatte del tutto. Dubbi, crisi, schermaglie, rappresentazioni di umori palpitanti e di frenesie goliardiche, nel ricordo delle grandi aspettative della giovinezza. Aspettative tradite o raggiunte? Tre donne che nascondono le loro paure, rifugiandosi in una comicità violenta e spassosa, tra Almodòvar, Woody Allen e Totò. Lo stile della Ricciardi conferma una narrazione cinematografica (sostenuta da un grande ritmo registico) e molto “chiacchierata”, come chiacchiererebbero tre amiche sincere, tra un battibecco e una risata. Sono “Stremate” dalla vita, dagli eventi e forse dalle responsabilità che non vogliono o sono in grado di sostenere. Testi sinceri ed esilaranti ma anche molto toccanti nella loro forte linea “esistenziale”, che raggiunge verità agrodolci aprendo lo spettro emotivo a tutte le donne, che troveranno nelle protagoniste un po’ di loro stesse, delle loro mamme e delle loro nonne. Una Serie che entrerà nel cuore anche agli uomini, sempre molto distratti nel capire le straordinarie donne che hanno a fianco. “Stremate sotto la pioggia” – È la Befana del 2018. Le tre Stremate storiche, Marisa, Mirella ed Elvira sono in vacanza a Vico Equense e proprio nell’albergo di lusso dove sono alloggiate inizia il loro dramma. Piove a dirotto e Marisa ha colpito a morte un cameriere dell’albergo scambiandolo per un terrorista e la vacanza diventa un thriller comico e ricco di suspense. Tra malintesi, scaramucce e complicità Elvira confesserà di essere rimasta incinta attraverso l’inseminazione artificiale, e da questa notizia prenderà corpo tutta la nuova paradossale avventura delle Stremate, popolata da un avvocato che tartaglia, un “morto” chiuso in bagno e l’improvvisa intrusione di uno sceicco arabo. Così i pettegolezzi e le invidie tra donne contribuiranno a rendere la giornata esilarante e imprevedibile. Come sempre le Stremate daranno vita a battibecchi, angherie e confessioni esilaranti e inattese, trasportandoci ancora una volta nel mondo delle donne di oggi, con tutte le loro luci e ombre, ma sempre irresistibilmente comiche. Su tutto questo, l’inconfondibile stile registico di Patrizio Cigliano, caratterizzato come sempre da un ritmo vertiginoso e infinite trovate sceniche e un elegante stile teatrale, con chiari riferimenti alla commedia all’italiana e a Hitchcock, strizzando l’occhio a Woody Allen, Mel Brooks e Totò.
6 date disponibili
12/05/2026 - 17/05/2026
Teatro Vittoria
Le nostre folli capriole nel sole
Le nostre folli capriole nel sole
VIVISPETTACOLO 2025/2026 Lo spettacolo LE NOSTRE FOLLI CAPRIOLE NEL SOLE ha partecipato alla 16a edizione della rassegna SALVIAMO I TALENTI, ideato da Viviana Toniolo per promuovere progetti teatrali di giovani registi, attori ed autori e dare maggiore visibilità ai talenti nascosti nel nostro teatro, vincendo il Premio Attilio Corsini 2025 pertanto verrà prodotto dalla Compagnia Attori &Tecnici ed inserito nel cartellone 2025/2026 del Teatro Vittoria. Martina è una bambina. Ha un costume intero da piscina e la maschera che le tiene su i capelli bagnati. Corre fuori dall’acqua e vede la cupola di una medusa morta. Valentino, anche lui bambino, le si avvicina. Ha i pantaloncini a pinocchietto e uno zainetto. I due si incontrano, per la prima volta, a dieci anni, l’ultimo giorno d’estate, su una spiaggia del litorale laziale, e l’ultima volta a diciannove, sempre su quella spiaggia. Due bambini, che davanti a una medusa morta si interrogano su cosa c’è dopo, dandosi molte più risposte di quelle che noi adulti abbiamo il coraggio di azzardare. Anno dopo anno, si ritrovano in questa bolla che è Cincinnato, una frazione di Anzio fuori dal tempo. Martina vive lì anche durante l’anno, incastrata in una giostra di sogni e violenze che è la sua casa. Valentino viene dalla città e la raggiunge l’estate, accompagnato da una madre ansiosa che tenta di proteggerlo da tutto, impedendogli anche di crescere. Tutti gli anni li ritroviamo, l’ultimo giorno dell’estate, sulla spiaggia di Cincinnato: sempre più grandi, sempre più amici. Affrontano con quella leggerezza disarmante, che solo i bambini posseggono, le questioni che cerchiamo di valicare noi grandi. Ma cosa li accomuna? Cosa tiene insieme questi due piccoli adulti? Valentino non è mai entrato in acqua, schiacciato dalla paura, più della madre che sua, di annegare come è successo al padre. Martina vuole volare, scoprire le strade del cielo, così diverse dalle vie di Cincinnato. Cosa li unisce? Prima il coraggio, poi l’amore. NOTE DI REGIA Come recita “Fisherman’s Blues”: [So che sarò liberato/ Dai legami che mi attanagliano/ Che le catene appese intorno a me/ Cadranno finalmente/ E in quel giorno felice e fatale/ Sarò l’artefice della mia stessa guarigione/ Correrò su quel treno/ Sarò il pescatore] così anche loro cercano il coraggio di cambiare, di imparare a crescere. La musica scandisce lo scorrere degli anni e una voce adulta, quella di Filippo Gili, ci accompagna nella loro crescita. Mentre Valentino e Martina crescono però I colori dei costumi, della scena e della vita vanno a sbiadire. Quando non bastano più i braccioli a tenerti a galla tutto quello che resta è l’altro. Se si potesse scattare una fotografia di Martina e Valentino, li vedremmo come in una cartolina, di quelle con il bordo e una patina giallastra, con i secchielli in mano e la bandana in testa, immobili, felici, che guardano il mare davanti a loro, l’immensità luminosa che è la platea, e anche oltre. “Meriti di vedermi tentare, Meriti che io abbia coraggio da donarti, Voglio nutrirti come mi hai nutrito tu, Tutti questi anni.”
6 date disponibili
19/05/2026 - 24/05/2026
Teatro Vittoria
Ago capitano silenzioso
Ago capitano silenzioso
VIVISPETTACOLO 2025/2026 “AGO: Capitano Silenzioso” è un monologo di 1 ora dedicato ad uno dei capitani più amati della squadra della Roma: Agostino Di Bartolomei, che, dopo essersi ritirato definitivamente dal calcio, una mattina di maggio del 1994 pose fine alla sua vita con un colpo di pistola al cuore. Le ragioni di quel drammatico gesto appartengono alla sfera più intima e imperscrutabile di quell'uomo che, invece, i cuori degli altri li aveva fatti palpitare e gioire dagli spalti di tutti gli stadi d'Italia. Era già numero 10, Agostino, quando nel 1983 arrivò lo scudetto alla Roma che all'epoca poteva contare su giocatori come Conte, Falcao, Pruzzo e altri che fanno parte della Storia stessa della squadra della Capitale. 237 partite disputate con la maglia giallorossa e 50 gol; 3 le Coppa Italia portate a casa negli anni ’80. Agostino, dotato di un grande carisma e un tiro micidiale, era un punto di riferimento per tutti, e non solo per le sue doti di grande sportivo, ma anche per le sue straordinarie qualità umane e caratteriali: garbato, sempre corretto in campo e soprattutto silenzioso, di sicuro un anti-eroe, molto distante da quel calcio “sbraitato” di cui, spesso, siamo spettatori oggi. Agostino nasce e cresce in borgata, quella di Tor Marancia a Roma, era un bravissimo studente che amava la poesia e, come tanti ragazzini, giocava a pallone sotto casa e poi al campetto sportivo sempre in zona. Non fu lui a cercare il Calcio, ma il Calcio a cercare lui! Lo aveva cercato il Milan, ma lui rifiutò per non lasciare la sua città; lo cercò la Roma e lui accettò, non prima di aver chiesto consiglio al padre che lo lasciò libero di decidere senza infondere a quel ragazzino, introverso e riflessivo, nessuna pressione né brama di successo. Agostino, “AGO” per i tifosi, era un romano e un romanista; giocava con il cuore, ma anche con la testa. Aveva un’indiscutibile visione del gioco in campo che lo portò infatti ad essere Capitano. Sono trascorsi 25 anni dall'anno della sua scomparsa, ma il ricordo di lui resta vivido e affezionato. Antonello Venditti gli dedicò una canzone. Ariele Vincenti, anche lui romanista doc, ripercorre in modo toccante insieme al pubblico, attraverso la memoria di un tifoso compagno di giochi e di quartiere, quegli anni di gloria del mitico AGO, ma ne sottolinea soprattutto le caratteristiche umane. È uno spettacolo per tutti: per chi ama un calcio sano e pulito, per chi rispetta coloro che non hanno mai sporcato la coscienza e la maglia né con azioni né con parole. È uno spettacolo per chi vuole e riesce ancora ad emozionarsi non solo allo stadio, ma anche davanti a un palcoscenico.
1 date disponibili
30/05/2026
Teatro Vittoria
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