TEATRO ARCOBALENO

Via Francesco Redi 1/A, 00161 Roma (RM)

ADERISCE ALLA CAMPAGNA VIVISPETTACOLO
Facendo riferimento a "Termini e Condizioni" di ViviSpettacolo per una più completa informazione, anche sugli spettacoli in programmazione, vi rimandiamo al sito del teatro:

www.teatroarcobaleno.it

Modalità operative del carnet: solo spettacoli indicati.

Il TEATRO ARCOBALENO si trova in una zona centrale ed elegante di Roma, alle spalle di Villa Torlonia. Nato negli anni ‘30, ha vissuto alterne vicende: da teatro di Varietà, a sede dello storico laboratorio di arti sceniche di Gigi Proietti, a cinema d’essai. Proprio il cinema, nel 1954, lo ha immortalato nelle celebri scene di “Un americano a Roma”, con la regia di Steno, nelle quali Alberto Sordi dirige un pittoresco gruppo di ballerine.
Dal 1992, il TEATRO ARCOBALENO è la sede della Compagnia CASTALIA, fondata e diretta da Vincenzo Zingaro, che ha dato vita ad un importante progetto di studio e rivisitazione dei classici, con l’intento di promuovere il recupero delle nostre radici culturali, evidenziando e valorizzando l’eredità del Teatro Classico nella cultura europea contemporanea. Un progetto unico, che si è fortemente distinto in campo nazionale, ottenendo importanti riconoscimenti e riuscendo a coinvolgere centinaia di migliaia di giovani. Sin dal 1992, infatti, è stato consolidato un rilevante rapporto di collaborazione con la maggior parte dei Licei di Roma e del Lazio (nonché di altre Regioni) e di prestigiose Università, per i quali il Teatro ARCOBALENO costituisce un punto di riferimento culturale d’eccellenza (ogni anno assistono alle nostre rappresentazioni circa 20.000 studenti), costituendo un fenomeno culturale unico in Italia.
Nel 2001 Il TEATRO ARCOBALENO è stato inaugurato come CENTRO STABILE DEL CLASSICO, con la direzione artistica di Vincenzo Zingaro, svolgendo una significativa attività di produzione, formazione e programmazione, prettamente dedicata ai classici, promuovendo l'incontro fra drammaturgia antica e drammaturgia contemporanea. In tanti anni di attività, il Teatro ha promosso la partecipazione di grandi artisti (attori, registi, autori, musicisti), di riconosciuto prestigio nazionale ed internazionale, insieme a quella di giovani talenti, creando un'alternanza che, nella sua molteplicità di linguaggi e nella sua diversa sensibilità generazionale, potesse offrire una visione nuova ed originale dei grandi classici del Teatro e della Letteratura, attraverso chiavi espressive particolarmente coinvolgenti ed emozionanti anche per i più giovani.
Dotato di una sofisticata strumentazione tecnica di ultimissima generazione, il Teatro offre un supporto tecnologico e organizzativo di altissimo livello, adatto per ogni esigenza, connotandosi come uno spazio multifunzionale e multidisciplinare.
Il TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) è riconosciuto dal Mic (Ministero della Cultura).

ORARI BOTTEGHINO (tel. 064402719):

MAR-MER-GIO-VEN 15:00-19:00
SAB 10:30-13:00 / 15:00-19:00
DOM 10:30-13:00 / 16:00-19:00
 

Trasporti pubblici
Autobus 38, 60, 62, 66, 90
Metropolitana Linea B - Policlinico
Tram Linee 19, 3
Dove siamo
Via Francesco Redi 1/A 00161 Roma 

Spettacoli in questa struttura

L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU'
L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU'
VIVISPETTACOLO 2026/2027 Dal 15 al 25 OTTOBRE 2026 Venerdì e Sabato ore 21:00 di Luigi Pirandello Regia Ennio Coltorti Con Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti, Adriana Ortolani e con Riccardo Graziosi, Anita Pititto, Cristina Maccà, Greta De Bortoli, Nathan Macchioni, Tito Marteddu Scene Ennio Coltorti – Costumi Annalisa Di Piero Produzione CASTALIA – Centro di Produzione Dopo il grande successo ottenuto nella precedente edizione, torna a grande richiesta lo spettacolo L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU’. Affrontare Pirandello significa avere il coraggio di andare a frugare nei meandri delle ipocrisie del nostro tempo. “Della nostra civiltà” direbbe l’autore, alludendo forse in realtà a tutto il genere umano che, nelle società più “avanzate”, indossa una maschera, per nascondere il proprio egoismo “bestiale”. “Dio ci ha donato la parola per nascondere il pensiero” sosteneva un grande cinico come Talleyrand. Il gusto provocatorio di questo crudo aforisma rivela una caratteristica spesso presente nei comportamenti degli uomini cosiddetti “civili”: per Pirandello ”l’uomo” civile maschera con la “virtù” la propria “bestia” e quindi lui con la sua chirurgica abilità linguistica e drammaturgica mostra fin dall’inizio, in questo testo, la bestia che è in noi (è addirittura indicato nelle didascalie, per ogni personaggio, l’equivalente animalesco) distruggendo inesorabilmente quella maschera (dell’amore, della fedeltà, dell’onestà etc.) e rivelando alla fine l’essenza utilitaristica, opportunistica e ipocrita degli esseri umani. Lo spettacolo rispetta fedelmente il testo. Dopo un primo periodo dedicato all’apprendimento della tecnica della Commedia dell’Arte, si è presa in esame l’opera del grande drammaturgo e il contesto storico in cui si trovò ad operare. Poi, dopo un’approfondita analisi a tavolino del testo, si è cominciata in palcoscenico una sorta di improvvisazione sui personaggi partendo proprio dalla Commedia dell’Arte e dalla tecnica della ricerca dell’animalità dei personaggi. La scelta seguente dell’allestimento scenico e dei costumi è stata fatta tenendo presente l’estrema teatralità suggerita dalle didascalie e dalla struttura del testo. Il riferimento musicale all’Opera Buffa di fine ottocento (sicuramente conosciuta e apprezzata dall’autore) concludeva la scelta dei riferimenti a quello stile grottesco cui Pirandello (grande estimatore del teatro tedesco di quel tempo) fece così profondamente ricorso nello scrivere quella che divenne presto la commedia più comica e più rappresentata tra quelle regalateci da questo nostro grande autore che tutto il mondo ci invidia.
4 date disponibili
16/10/2026 - 24/10/2026
Teatro Arcobaleno
IL MALATO IMMAGINARIO
IL MALATO IMMAGINARIO
VIVISPETTACOLO 2026/2027 Dal 6 al 22 NOVEMBRE 2026 Venerdì e Sabato ore 21 IL MALATO IMMAGINARIO di Molière Versione di Carlo Emilio Lerici liberamente ispirata all’adattamento di Constance Congdon Regia Carlo Emilio Lerici Con Edoardo Siravo e con Francesca Bianco, Roberto Tesconi, Gabriella Casali, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Giuseppe Cattani, Francesca Buttarazzi, Andrea Bezzi, Alessandro Pizzuto Musiche Davide Cavuti – Scene Giuseppe Lorenzo – Costumi Annalisa Di Piero Produzione TEATRO BELLI DI ANTONIO SALINES Il Malato Immaginario torna in scena come una macchina teatrale senza tempo, capace di attraversare i secoli e parlare con sorprendente lucidità al presente. La nuova produzione del Teatro Belli sceglie di abitare un luogo sospeso, un primo Novecento immaginario che non è semplice ambientazione storica, ma spazio mentale, simbolico ed emotivo. Un tempo di passaggio, fragile e instabile, proprio come il protagonista che lo abita. Argante, interpretato da Edoardo Siravo, è un uomo prigioniero della paura. Paura del corpo che cede, del tempo che passa, della morte che incombe. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi che questa paura la coltiva, la sfrutta e la trasforma in sistema. La loro pedanteria, unita alla pedanteria rituale della farmacista che somministra pozioni e clisteri come fossero cerimonie sacre, trasforma la casa di Argante in un tempio dell’assurdo, dove la cura è solo un altro modo per esercitare potere. La medicina e la farmacia, più che guarire, alimentano una dipendenza, creando un linguaggio incomprensibile che isola il malato dalla realtà. Molière ride, ma la sua risata è affilata: ciò che viene messo in scena non è solo l’inganno, ma il bisogno umano di delegare la propria fragilità a un’autorità esterna, che siano medici arroganti o avidi consanguinei. Al centro dell’azione si staglia Tognina, interpretata da Francesca Bianco. Serva, maestra, coscienza critica. È lei a muoversi tra le pieghe dell’inganno, a smontare la finzione con l’arma dell’intelligenza e dell’ironia. Erede diretta della commedia dell’arte, Tognina è la forza vitale che attraversa la scena, il principio di verità che si oppone alla paura. La regia di Carlo Emilio Lerici si muove lungo una linea chiara: restituire al classico la sua forza originaria, liberandolo dalla patina museale. Un teatro popolare e colto, leggero e necessario. Un teatro che diverte, ferisce, illumina. Un teatro che ci riguarda. Il 17 febbraio del 1673 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.
2 date disponibili
06/11/2026 - 07/11/2026
Teatro Arcobaleno
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