Spettacoli

Aggiungiamo costantemente gli spettacoli più popolari e le novità più elettrizzanti con il carnet VIVISpettacolo. Al cinema e a teatro, c'è sempre una nuova emozione da vivere.

PASOLINI Sotto gli occhi di tutti
PASOLINI Sotto gli occhi di tutti
Al centro della scena, una pedana di legno sospesa, retta da braccia umane. Nello stesso spazio si muove, solitario, visionario, Pier Paolo Pasolini, in eterno dialogo e scontro con la struttura del suo tempo. Lo spettacolo è un viaggio nella vita, nella poetica e nel cinema di Pasolini, e analizza con lo strumento del teatro fisico-poetico il rapporto teso e conflittuale tra il poeta e la società di cui si trova a far parte. In scena, sette attori, cinque uomini e due donne. La figura di Pier Paolo Pasolini è interpretata da un singolo attore, mentre gli altri interpreti variano e si trasformano in personaggi diversi. La pedana di legno è la società italiana degli anni ’60, che resta sospesa in aria come sospesa nel mare è l’Italia, e sovrasta lo scrittore: lo schiaccia come lo stato civile e la sua crudele morte lo hanno schiacciato, e lo lascia da solo, impossibilitato a entrare nel meccanismo perpetuo della borghesia, solo nella vita come nella morte. La pedana è sostenuta dagli attori stessi, che si alternano sotto e sopra di essa, e la fanno ondeggiare, come il mare, come un equilibrio mai trovato. La sensazione che si vuole trasmettere è l’instabilità e il senso di soffocamento dato da questo muro/soffitto/pavimento, mentre il movimento incessante continua sopra e sotto la pedana: utilizzando le tecniche del physical theatre, cinque giovani attori salgono, scendono, cadono, sorreggono, mostrano immagini, oggetti, si trasformano e rappresentano l’Italia del periodo e i personaggi che orbitano intorno allo scrittore: bersagli, amici, confidenti, accusatori, prostitute, intellettuali, giovani figli di borghesi, figure della sua vita privata e pubblica. L’attrice si trasforma, invece, nella madre, in Laura Betti, in Maria Callas, in Anna Magnani, donne fondamentali nella vita del poeta. Si svela così l’intima solitudine di Pasolini, la sua fragilità e la sua ricerca di purezza, e accanto alle immagini feroci del suo tempo si cominciano a delineare altre immagini, cariche di speranza, di genuinità e di sensibilità: emergono ricordi, momenti di vita personale, che dialogano con il protagonista e lo astraggono per un momento dalla lotta. Lo spettacolo ispirato alla vita, alla poetica e al cinema di Pier Paolo Pasolini vincitore del Premio Fantasio Festival 2021 e del Premio Scintille Teatro 2022, finalista a Presente Futuro ‘23 del Teatro Libero di Palermo. SERENA BORELLI | ANDREA CARPICECI | GABRIEL DURASTANTI | LUCA MORCIANO | ALESSANDRO PISANTI | MICHELANGELO RAPONI | ALICE STACCIOLI costumi Fiorella Mezzetti |aiuto regia Martina Grandin direzione organizzativa Alice Staccioli regia di VALENTINA COGNATTI produzione Margot Theatre Company
2 date disponibili
01/04/2026 - 02/04/2026
Teatro Spazio Diamante
L’ANGELO DELLA STORIA
L’ANGELO DELLA STORIA
Nel suo ultimo lavoro il filosofo Walter Benjamin descrive un angelo che vola con lo sguardo rivolto al passato, dando le spalle al futuro: le macerie di edifici e ideologie si accumulano davanti ai suoi occhi e l’angelo vorrebbe fermarsi a ricomporre i detriti ma una tempesta gonfia le sue ali e lo trascina inesorabilmente in avanti: non può fermarsi e intervenire, non può fare nulla per aiutarci. Numerosi episodi vanno a comporre una mappa del paradosso fatta di microstorie, istanti sospesi, momenti fatali di persone illustri o sconosciute: fatti e pensieri lontani fra loro ma uniti da quella tela di narrazioni, credenze, miti e ideologie che compongono la materia stessa di cui è fatta la Storia. PREMIO UBU SPETTACOLO DELL’ANNO 2022 | NOMINATION PREMIO UBU MIGLIOR SCRITTURA DRAMMATURGICA 2022 8 - 11 Aprile 2026 mercoledì 08/4/2026 | ore:20:30 giovedì 09/4/2026 | ore:20:30 venerdì 10/4/2026 | ore:20:30 sabato 11/4/2026 | ore:19:00 SOTTERRANEO: SARA BONAVENTURA | CLAUDIO CIRRI | LORENZA GUERRINI | DANIELE PENNATI | GIULIO SANTOLINI scrittura Daniele Villa | luci Marco Santambrogio luci Marco Santambrogio | costumi Ettore Lombardi suoni Simone Arganini | montaggio danze Giulio Santolini ideazione e regia SARA BONAVENTURA | CLAUDIO CIRRI | DANIELE VILLA produzione Sotterraneo coproduzione Marche Teatro| Associazione Teatrale Pistoiese | CSS Teatro stabile di innovazione del FVG | Teatro Nacional D. Maria II contributo Centrale Fies, La Corte Ospitale, Armunia col supporto di Mic, Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze
4 date disponibili
08/04/2026 - 11/04/2026
Teatro Spazio Diamante
DITEGLI SEMPRE DI SÌ
DITEGLI SEMPRE DI SÌ
VIVISPETTACOLO 2025/2026 DURATA: 1 ora e 30 circa, atto unico MARIO AUTORE, ANNA FERRAIOLI RAVEL, DOMENICO PINELLI DITEGLI SEMPRE DI SÌ di Eduardo De Filippo e con Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone Antonio Mirabella, Laura Pagliara, Vittorio Passaro Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace scena Luigi Ferrigno / Sara Palmieri costumi Viviana Crosato, Antonietta Rendina musiche Mario Autore regia Domenico Pinelli Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io, col pronto e santo sostegno di Mario Autore e Anna Ferraioli Ravel, due colleghi che – non a caso – definisco fratelli, ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi. Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia. Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo. In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo. Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia … ditegli sempre di si! “Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant. Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia. La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così: Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera, ma un personaggio della vita vera, un tal dei tali affetto da follia […] Eppure, continua: […] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera, ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […] Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti un vero matto, e accade a tutti quanti di commuoversi e ridere piangendo […] È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo. Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda. Domenico Pinelli
6 date disponibili
08/04/2026 - 16/04/2026
Teatro Ambra Jovinelli
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